"Femminile Plurale: Voci di Donne in prima persona"...

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Studenti e studentesse della 3D del Liceo linguistico hanno partecipato ad un interessante percorso proposto dalla Biblioteca civica di Udine in collaborazione con Damatrà onlus.

Il progetto si proponeva, attraverso il coinvolgimento di 6 classi di ragazze e ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado di Udine, di far emergere storie di donne del nostro territorio che spesso rimangono sommerse. La 3DL si è occupata in particolar modo della figura della poetessa friulana Novella Cantarutti e della scuola nel periodo fascista in cui la Cantarutti si era formata.

L’attività ha previsto diverse tappe: un’incontro introduttivo in biblioteca, due incontri più operativi a scuola in cui le studentesse hanno approfondito il loro personaggio e impostato la loro performance e infine un momento pubblico, il 4 marzo 2026, aperto alle altre scuole della città quando, negli splendidi spazi del castello di Udine sono state raccontate le storie. La mattinata si è poi conclusa all’Auditorium Zanon dove Angelo Floramo, accompagnato dalla chitarra di Matteo Sgobino, ha ammaliato la platea degli studenti e delle studentesse con lo spettacolo "Bastian contrarie: storie di femmine libere e disobbedienti".


Ecco qui di seguito le impressioni di studenti e studentesse rispetto all’esperienza vissuta insieme:

“Per me questa esperienza è stata decisamente migliore di quanto pensassi. All’inizio non ero molto convinta di partecipare alla 'fase' finale, perché l’idea di parlare davanti a persone che non conoscevo mi metteva ansia. Però l’argomento e la compagnia dei miei amici hanno reso tutto più bello e meno pesante. È stato importante poter parlare con ragazzi della mia età di un tema così delicato, come nel mio caso la scuola durante il periodo fascista. Anche se la paura di essere giudicata o ignorata era forte, credo che affrontarla faccia parte della crescita personale, mia e del gruppo. Spero che il prossimo anno ci sia di nuovo l’opportunità di partecipare, magari come spettatrice, perché mi piacerebbe ascoltare le storie di altre donne importanti”. L.C.

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“Il progetto mi ha entusiasmato fin dall’inizio, poter dedicare diverse ore a ricordare, quello che nel tempo non si è voluto ricordare o dare l’importanza che merita: le imprese delle donne, la loro vita, obbiettivi e traguardi. Anche se non ero sola, ero un po’ impaurita riguardo al dover parlare davanti ad altri ragazzi, sebbene avessero la mia stessa età, e forse è proprio per quello. Il poco interesse, attenzione o curiosità che potessero avere. Mi sono detta “se riesco a fare questo riuscirò a superare la mia timidezza per sempre”, non so se sarà effettivamente così, però sono contenta di esserci riuscita contro ogni mia aspettativa". E.P.

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L’attività proposta è stata, ai miei occhi, un’alternativa di arricchimento, crescita e sviluppo personale rispetto alle classiche lezioni in aula. In quest’evento ho avuto occasione di esporre, insieme ai miei cari compagni, tematiche delicate e storie di donne che, anche se in un mondo prettamente patriarcale, hanno trovato modo di affermare le proprie opinioni senza farsi sottomettere dagli ostacoli innanzi a loro, e regalando a noi posteri perle che non possono andare perdute. È stata, inoltre, un esperienza che mi ha permesso di mettermi alla prova e tenere un discordo davanti a sconosciuti; in alcuni casi è stato più semplice, in altri meno, ma ad ogni modo mi piacerebbe avere di nuovo l’occasione di poter partecipare di nuovo, magari stavolta in una posizione tale da poter ascoltare anche i lavori degli altri partecipanti”. E.C.

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“...Trovo che aver avuto la possibilità di partecipare attivamente a questa attività mi abbia permesso di affrontare in parte la paura di parlare davanti a degli sconosciuti e di confrontarmi con opinioni diverse dalle mie. Inoltre passare del tempo con i miei amici e compagni di classe ha reso l’esperienza davvero piacevole”. S.B.

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 Trovo che l’attività che abbiamo svolto sia stata molto interessante, in quanto nuova e originale. Mi avrebbe fatto piacere svolgere anche la parte di spettatore. Non ho riscontrato nessun problema con gli spettatori: erano tutti rispettosi del nostro lavoro.
Ho avuto molta ansia inizialmente ma dopo poco mi sono sentita a mio agio e ho esposto la mia parte in tranquillità”. M.P.B.

 

Per me questa esperienza è stata sono vari punti di vista utile e bella: lavorare in gruppo, scoprire storie di donne molto vicine a noi e soprattutto, dal mio punto di vista, superare la mia solita ansia e agitazione di parlare davanti alle persone; ma essendo miei coetanei mi sono sentita molto più a mio agio di quanto pensassi. L’ unica nota negativa è stata l’indifferenza di alcuni  spettatori”.

 

Credo che questa attività sia stata utile, molte professioni moderne richiedono la capacità di parlare in pubblico e ciò, spesso, genera ansia. Confrontarsi con questa sfida ci ha permesso di iniziare a gestire l'emotività e magari migliorare le nostre abilità comunicative per il futuro”. M.C.Z

 

Questa esperienza mi è personalmente piaciuta molto, è stata un’opportunità per parlare a ragazzi della mia età di un tema delicato come la scuola fascista. Nonostante la bella esperienza ci sono state delle cose che me l’hanno fatta piacere un po’ meno, per esempio, il fatto che i ragazzi che venivano ad ascoltarci non sempre fossero educati. Capisco il fatto che non tutti fossero interessati ma questo non significa essere irrispettosi! Mi sarebbe anche piaciuto avere l’opportunità di andare a sentire quello che avevano da dire gli altri ragazzi ma, nonostante questo, l’esperienza  mi è piaciuta molto e la rifarei volentieri”. A.R.

 

“Secondo me è stata un’attività interessante soprattutto perché si parlava di donne poco conosciute ma che hanno fatto cose importanti nella propria vita. Proprio perché erano poco conosciute però, gli studenti che sono venuti ad ascoltarci, qualche volta non prestavanoo sempre molta attenzione. Forse se si fosse trattato di donne più famose il livello di interesse sarebbe stato più alto. Comunque sia è stata un’esperienza interessante anche se avrei voluto aver avuto tempo per ascoltare anch’io le storie di altre donne preparate dalle altre classi”. S. D.T.

 

Questa esperienza è stata molto interessante e mi ha dato la possibilità di affrontare la paura di parlare davanti a persone che non conoscevo. Mi è piaciuto anche lavorare in gruppo. Spero il prossimo anno questa attività si possa ripetere, magari da spettatrice”. G.M.

 

Questa esperienza è stata impegnativa, ma comunque ha portato crescita a ciascuno di noi. Parlare con delle persone della nostra età, che non conosciamo, ha messo ansia alla maggior parte di noi… purtroppo c’è anche da aggiungere che non sempre si sono riscontrate delle reazioni positive da parte del pubblico e tutto ciò ha infastidito alcuni di noi... Nonostante tutto però, ed essendo in compagnia dei nostri compagni, ci siamo comunque divertiti e abbiamo appreso che bisogna uscire dalla comfort zone per sperimentare nuove esperienze”. E.R.

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